15 Lug Trovare il coraggio di buttare le cose, anche quelle a cui tieni
Probabilmente anche in casa tua esiste un cassetto che non apri mai, o forse è uno scatolone in cantina, una borsa sul fondo dell’armadio, un’anta del tuo comodino.
Sai bene che dovresti fare ordine lì dentro. Lo sai da mesi, forse da anni, ma ogni volta che ci provi, qualcosa ti blocca.
Non si tratta di pigrizia e neanche di disorganizzazione, è qualcosa di molto più sottile, è la paura di buttare la cosa sbagliata, di pentirti, di perdere un pezzo di te.
Se ti riconosci in questa descrizione, sono qui per aiutarti. Trovare il coraggio di buttare le cose è una competenza e, come tutte le competenze, si può imparare.
Perché buttare è così difficile
Prima di tutto, ci tengo a fare una premessa fondamentale. Se provi una sensazione di disagio o di dolore quando provi a disfarti degli oggetti, sappi che non c’è niente di sbagliato in te.
Ci sono mille ragioni culturali, storiche ma anche meccanismi legati al funzionamento del nostro cervello, che non ci rendono facile lasciar andare le cose che ci appartengono.
Gli oggetti non sono solo oggetti. Sono ricordi, identità, possibilità. Quella giacca che non metti da tre anni ti ricorda una versione di te che ti piaceva. Quei libri che non hai ancora letto rappresentano la persona curiosa e ambiziosa che vuoi essere. Quella scatola di lettere è un pezzo di storia che hai paura di perdere per sempre.
Un attaccamento agli oggetti può essere considerato assolutamente normale. Il problema nasce quando questo atteggiamento ti impedisce di vivere tuoi spazi in maniera serena.
Il blocco più comune: “…e se poi me ne pento?”
Il rimpianto anticipato è il motivo numero uno per cui le persone non riescono a buttare. La mente proietta nel futuro e immagina il momento in cui avrai bisogno esattamente di quell’oggetto che hai eliminato.
Ma c’è una domanda che mi piace fare alle persone con cui lavoro: “quante volte, negli ultimi due anni, hai cercato quell’oggetto?”
Se la risposta è “mai” o “non ricordo”, il rimpianto che temi è quasi certamente immaginario.
Daniel Gilbert, psicologo di Harvard, ha dedicato anni a studiare come prevediamo le nostre emozioni future e ha scoperto una cosa sorprendente: non siamo in grado di valutare in maniera corretta quanto ci farà soffrire una perdita.
Tendiamo a sopravvalutare il dolore e, soprattutto, a dimenticare che dentro di noi esiste una straordinaria capacità di adattamento. Il nostro cervello, quasi senza che ce ne accorgiamo, elabora, rielabora e trova un nuovo equilibrio prima di quanto pensiamo.
In pratica, eliminerai qualcosa, forse ci penserai per un giorno, e poi passerà.
Se vuoi scoprire quali sono le domande da porsi per buttare un oggetto o imparare le tecniche per iniziare a liberarsi del superfluo, ti suggerisco di leggere il mio articolo che parla dell’arte di buttare le cose.
Forse ti sembrerà un po’ forte, ma non preoccuparti non devi fare tutto in una volta.
Tre permessi che devi darti prima di iniziare
Prima ancora di toccare un singolo oggetto, hai bisogno di tre permessi. Devi farlo tu stessa, nessun altro può farlo al posto tuo.
Il permesso di cambiare. La persona che eri quando hai comprato quella cosa non sei più tu. I tuoi gusti cambiano, le tue priorità cambiano, la tua vita cambia. Tenere un oggetto non mantiene viva quella versione di te, la intrappola.
Il permesso di non ricordare con le cose. I ricordi vivono in te, non negli oggetti. Puoi fotografare qualcosa prima di lasciarlo andare, puoi scrivere due righe su un diario, puoi semplicemente stare un momento con quel ricordo e poi salutarlo. L’oggetto non è il ricordo: tu sei il ricordo.
Il permesso di sbagliare. Ebbene sì, potresti buttare qualcosa di cui ti pentirai. Capita, raramente, ma può succedere. Ed è un costo accettabile in cambio della leggerezza che guadagni. Nessuna decisione nella vita è a rischio zero nemmeno questa
Da dove iniziare: il metodo del “piccolo e sicuro”
Non devi svuotare la casa in un fine settimana. Non devi fare tutto in una volta. Anzi, te lo sconsiglio, prendere troppe decisioni in breve tempo potrebbe portarti al blocco totale.
Inizia dal piccolo e sicuro: quella categoria di oggetti per cui senti meno resistenza emotiva. Per la maggior parte delle persone è:
- i doppioni (due apribottiglie identici, tre ombrelli rotti, quattro caricatori per telefoni che non possiedi più)
- le cose scadute (medicine, alimenti, cosmetici)
- gli oggetti rotti che non hai mai riparato e mai riparerai
- le cose che non usi da più di due anni e non ricordavi nemmeno di avere
Questi oggetti non hanno quasi nessun carico emotivo e rappresentano la palestra perfetta per allenare il muscolo del lasciare andare.
Per una guida pratica e veloce, leggi anche come fare le mie 5 tecniche per eliminare il superfluo.
Cosa fare con gli oggetti che non riesci a buttare
Ci sono oggetti su cui ti blocchi e non riesci a decidere e chi ti possono mettere più in difficoltà. Esiste una via di mezzo tra tenere e buttare ed è donare.
Regalare o vendere a qualcuno che sai che userà quell’oggetto è psicologicamente molto più facile che buttarlo. In questo modo l’oggetto continua a vivere, in una storia diversa dalla tua. Questo sposta il focus dalla perdita al dono e cambia tutto.
Puoi donare ad associazioni, portare ai mercatini, regalare a vicini o amici, vendere ai mercatini dell’usato o online. Ogni oggetto che lascia casa tua in modo consapevole è un piccolo atto di cura verso te stessa e verso gli altri.
Il momento in cui tutto cambia
C’è un momento preciso, in ogni percorso di decluttering, in cui qualcosa scatta.
È quando finisci di svuotare un cassetto, o un ripiano, o anche solo una borsa e ti accorgi che respiri diversamente. Improvvisamente lo spazio intorno a te sembra più grande e la testa è un po’ più libera.
Quel momento non si descrive bene a parole. Ma chi lo ha vissuto sa esattamente di cosa parlo.
Per esperienza personale ti posso garantire che anche le mie clienti più restie ad eliminare, hanno dovuto riconoscere la sensazione piacevole che provavano dopo aver terminato una sessione di decluttering.
Solo grazie all’eliminazione del superfluo potrai liberarti dal disordine una volta per tutte e creare nuovi spazi da vivere in serenità.
Quando il coraggio non basta, chiedere aiuto non è una sconfitta
A volte il blocco è più profondo di quanto si riesca a gestire da soli.
Anni di accumulo, oggetti legati a momenti dolorosi e una casa che sembra non rispondere a nessun metodo, possono rendere il decluttering un’attività quasi impossibile da mettere in atto.
In questi casi, essere affiancata da un professionista che non ti giudica, che conosce i meccanismi dell’attaccamento e che sa come guidarti senza forzarti può fare la differenza tra un altro tentativo fallito e un cambiamento reale.
È esattamente quello che faccio con il servizio Solo cose belle.
Un percorso personalizzato per ritrovare leggerezza nella tua casa, al tuo ritmo, senza pressione.
In conclusione: il coraggio si allena!
Trovare il coraggio di buttare le cose non è una questione di forza di volontà, è una questione di pratica, di permessi e di piccoli passi.
Inizia dal cassetto più facile e datti il permesso di cambiare. I ricordi saranno vivi nella tua mente anche se non ci saranno degli oggetti specifici a rappresentarli.
E se un giorno ti senti pronta per fare un salto più grande, scrivimi e sarò lieta di ascoltarti.
Vuoi iniziare ad alleggerire la tua casa liberandoti da tutto ciò che non ti serve o non ti piace più o che, semplicemente, possiedi da troppo tempo?
Scarica il workbook Le 10 domande per un decluttering efficace e inizia ad elencare le cose che vuoi eliminare. Troverai subito degli spunti utili, che non ti aspettavi, per fare un buon decluttering.
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